Le dame, i cavalieri, l’arme e gli amori

Che siano collocati in borghi medioevali, tra splendori paesaggistici e sfarzi sontuosi o circondati da boschi fatati, i castelli, emblema di potere e mistero, custodiscono storie di imperi e di battaglie, di signorotti invadenti e giovani fanciulle, di povera gente, pellegrini, pirati… episodi di suicidi, omicidi, vendette e devastazioni che diventano nella fantasia popolare leggende e presenze inquietanti.

Forse perché nelle vicende dal romanticismo oscuro e decadente si ritrova qualcosa di personale o piuttosto perché la tradizione orale della leggenda permette di non dimenticare i luoghi del cuore, anche nel Castello Rufo Ruffo di Scaletta Zanclea aleggia la famigerata storia di una castellana infedele e ribelle, tale Macalda (o Machalda) di Scaletta.

Simbolo di un’emancipazione femminile in una società maschilista, dama di compagnia disinvolta e spregiudicata, dopo un primo matrimonio finito nella rovina economica, si unì in seconde nozze al nobile giustiziere del Regno di Sicilia Alaimo da Lentini.

Le mire di potere, il cinismo e l’ambizione della cortigiana attirarono su di sé le antipatie della corte che, con l’accusa di sospetto tradimento mossa al marito, ne decretarono la definitiva condanna.

Conferme storiche narrano che Alaimo venne rinchiuso in un sacco zavorrato e gettato in mare ancora vivo mentre Macalda fu imprigionata nel castello Matagrifone di Messina dove rimase per il resto della vita.

L’alone di mistero legato alla figura dell’affascinante signora cresciuta nel castello scalettese che ammaliava gli uomini sfidandoli a duello o ad una partita a scacchi e, sferzante di ogni pudore, si presentava loro

 

 

 

 

 

 

con abiti discinti ne ha sicuramente fatto nascere il mito che la presenza di un castello imponente ha fatto diventare fantasma.

Non serve spiegare come i vari fenomeni possano essere smentiti, ma l’idea dell’inquieto spettro affascina…

Fermamente convinta che le entità negative che percepiamo altro non sono che la proiezione delle nostre disarmonie, ciononostante la teoria esoterica sostiene che chi in vita abbia ricercato sfrenatamente il soddisfacimento degli istinti, si ritrovi dopo la morte in una sorta di girone infernale animato da ciò che più ha desiderato in vita…Che la bella Macalda sia ancora in cerca di una fugace notte d’amore? O forse in cerca di giustizia? Ma i fantasmi non esistono… o forse no?

Giò Interdonato

 

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